Da Betlemme a Rimini

Che effetto fa essere nati nel paese dove è nato Gesù? Lo chiediamo a Khalid Shomali, ricercatore in economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, venuto in Italia da Betlemme. Palestinese cristiano, ci tiene a precisare l’ordine degli aggettivi. I musulmani sono il 99%, i cristiani l’1%, e solo pochi di questi sono cattolici: lui è minoranza nella minoranza. Eppure, spiega, la convivenza tra fedi diverse non ha mai generato ghetti: quando soffre uno, soffrono tutti. Tornato in Cisgiordania dopo tre anni in Italia, Khalid ha trovato una situazione drammatica, un accerchiamento fisico e psicologico. La gente continua a sposarsi, avere figli, lavorare, studiare, ma con una tristezza di fondo. La vita va avanti, eppure sempre più famiglie, soprattutto cristiane, lasciano la Palestina per l’Europa o l’America, dove spesso hanno già parenti pronti ad accoglierle.

Khalid è venuto al Meeting per la prima volta. Qual è la forza che lo ha portato fin qui? «L’amicizia con Romano, che mi ha invitato». E cosa lo ha colpito di più del Meeting? «Tutta questa gente, soprattutto i giovani con la loro energia e motivazione, l’apertura culturale offerta da tante mostre, dai tanti incontri. Una realtà che non conoscevo e che non mi aspettavo».

Tornando alla domanda iniziale. Khalid sorride: «Non ci avevo mai pensato, per me era naturale». Ha iniziato a trovare una risposna non scontata solo arrivando in Italia, quando le persone, scoprendo la sua origine, gli ponevano la stessa domanda, con la stessa faccia stupita.


Quotidiano Meeting, 24 agosto 2026

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